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Home Notizie PISCINA A GRUMO: DOPO LE DENUNCE, SI ANDRA' A PROCESSO, LA REPLICA DELL'EX SINDACO MICHELE D'ATRI

PISCINA A GRUMO: DOPO LE DENUNCE, SI ANDRA' A PROCESSO, LA REPLICA DELL'EX SINDACO MICHELE D'ATRI

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Scritto da Redazione Online Network    Domenica 09 Febbraio 2020 12:22

Continua a far parlare il "caso Piscina" a Grumo Appula e la ormai nota 'querelle' sul Piano di Zona. Dopo le deunce, rinvio a giudizio e dunque strasciche giudiziari.

 

Continua a far parlare il "caso Piscina" a Grumo Appula e la ormai nota 'querelle' sul Piano di Zona e dell'ipotesi, oramai tramontata, dell'utilizzo di alcuni fondi (80mila euro l'anno) per l'acquisto ventennale di pacchetti per diversamente abili, scolaresche e famiglie meno abbienti.

Il caso, oramai chiuso, avrà però uno strascico giudiziario, dopo alcune denunce e alcuni botta-e-risposta tra gli interessati.

Ecco cosa riporta CassanoWeb.it, giornale online di Cassano Murge: "PISCINA A GRUMO: FALSO IL "SI" DELLA DI MEDIO SULLA DELIBERA - Avrà uno strascico giudiziario, anche se amministrativamente ormai chiusa, la vicenda della piscina di Grumo che Michele d’Atri voleva costruire con i fondi del Piano di Zona.

Per l’ex Sindaco di Grumo Appula, infatti, il Pubblico Ministero Marcello Quercia ha chiesto al Giudice per l’Udienza Preliminare del Tribunale di Bari, il rinvio a giudizio per falsità ideologica in concorso con l’allora Segretaria Comunale di Grumo, Marilena Cavallo.

Secondo il PM, cioè, la Cavallo e d’Atri, in concorso fra loro, avrebbero falsamente attestato che la Sindaca di Cassano delle Murge Maria Pia Di Medio avrebbe accettato e sottoscritto con la sua firma il verbale con il quale, il 2 agosto 2018, il Coordinamento istituzionale del Piano di Zona diede il via libera al progetto della piscina comunale, “facendo risultare un parere unanime nella votazione relativa – scrive il PM Quercia nella richiesta di rinvio a giudizio – da parte dei Comuni partecipanti alla seduta, in realtà non sussistente perché espressamente disconosciuta dalla Di Medio che esprimeva parere contrario”.

La Di Medio, cioè, non firmò quella Delibera ed anzi espresse parere contrario ed invece d’Atri e la Cavallo la fecero risultare d’accordo nel deliberare a favore della costruzione dell’impianto natatorio.

Come si ricorderà, nell’ottobre 2018 sia in Consiglio Comunale che fuori le opposizioni cassanesi attaccarono duramente la Di Medio su questa vicenda, con interrogazioni, mesi di polemiche e forti prese di posizione finanche in Consiglio Regionale dove il Consigliere Ignazio Zullo portò la questione con due interrogazioni dirette al Presidente Mario Loizzo.

E mentre d’Atri difendeva a spada tratta la sua scelta – criticata anche dal Sindaco di Acquaviva delle Fonti, Davide Carlucci che a quella seduta era assente ma che dal primo momento chiese il ritiro della Delibera – la Regione lo sconfessò, parlando di impossibilità di utilizzare quei fondi, sottratti ai servizi sociali dei sei Comuni.

La Di Medio scansò anche una “mozione di sfiducia” della minoranze (era il febbraio 2019) che però la impegnarono affinchè il progetto non fosse più realizzato,  progetto che prevedeva una spesa di 40mila euro l’anno per 20 anni (dunque 800mila euro) con il sistema del “project-financing”; progetto a cui lo stesso Comune di Grumo doveva aggiungerci altri 25mila euro l’anno (sempre per 20 anni).

Ciò che lascia perplessi, a riguardare le cronache di quei giorni, è che la Di Medio – probabilmente presa alla sprovvista dalla interrogazione delle opposizioni  – non rinnegò immediatamente la sua firma su quell’atto ma disse che del progetto “non se ne sarebbe fatto più niente” e che la Delibera “è stata accantonata”.

Ci vorrà altro tempo, però, perché quell’atto venisse effettivamente revocato (nel maggio 2019) da parte del Coordinamento istituzionale che riunisce i sei Comuni, pochi mesi prima del Commissariamento del Comune di Grumo Appula.

Tornando alla richiesta di rinvio a giudizio c’è da dire che altri due capi di imputazione riguardano solo la Cavallo la quale, secondo il PM, avrebbe commesso altre falsità ideologiche ai danni di alcuni Consiglieri comunali di Grumo: in un caso avrebbe falsamente attestato la presenza dei Consiglieri Sara Scorca e Filomena Palumbo, entrambi assenti, nella Delibera n. 1 del 22 gennaio 2019 e avrebbe anche attestato la presenza del Consigliere Franco Nitti nel verbale della Delibera n. 7 del 28 febbraio 2019 quando invece Nitti era uscito dall’aula proprio in dissenso su quella Delibera.

Ancora, l’ex Segretaria Comunale avrebbe, stando a quanto appurato dal sostituto procuratore Quercia, attestato falsamente due verbali di altrettante Delibere di Consiglio Comunale ovvero la n. 53 e n. 54 del 14 dicembre 2018 nei quali “ometteva di redigere le contestazioni sollevate sulle modalità di convocazione del Consiglio Comunale e sulle modalità di formazione della volontà consiliare sulla VAS”: questa volta a farne le spese sarebbero stati i Consiglieri Franco Nitti, Giuseppe Panzarino e Giuseppe Antonelli.

Verbali manipolati volutamente? Oppure “distrazioni” innocue da parte della Funzionaria e del Sindaco, in veste di pubblici ufficiali?

Sarà il GUP del Tribunale di Bari a deciderlo: prima udienza il prossimo 25 maggio".

 

A riguardo, giunge in Redazione e pubblichiamo un comunicato di risposta all'articolo in questione da parte del Sindaco uscente di Grumo Appula, Michele d'Atri, che entra nel dettaglio, con alcune precisazioni sulla "ennesima denuncia dei soliti per bloccare la realizzazione di un'opera a servizio della Comunità": (ovviamente la nostra Redazione resta come sempre a disposizione per qualsiasi replica o intervento, a riguardo, dei diretti interessati):

"Cosa resterà di costruttivo di questa opposizione 2015/2019? Tanto per cambiare l’ennesima denuncia (questa volta contro la realizzazione della piscina comunale), sempre stesso marchio di fabbrica: Antonelli e company! A partire dal mio secondo mandato, sono state inviate decine e decine di segnalazioni, interpellanze, denunce indirizzate ad organismi come la Corte dei Conti e la Prefettura e decine di denunce fatte presso i Carabinieri e la procura della repubblica (...)".

"Torniamo alla piscina, l’utilità della stessa è chiaramente a favore della comunità cittadina tutta, per le fasce deboli, per le famiglie che diversamente non possono permettersi di sostenere onerosi corsi di nuoto e quindi con un occhio particolare al recupero sociale dei minori “difficili”, e soprattutto utilissima per la riabilitazione motoria in acqua per anziani, disabili e traumatizzati, la cosiddetta idrokinesiterapia - prosegue Michele d'Atri nel Comunicato giunto in Redazione - Ma pensare che tutto questo potesse minimamente interessare a Antonelli e soci sarebbe pensare in maniera ragionevole, invece no, d’Atri e la sua amministrazione vanno “distrutti” ed ecco che corre in suo aiuto il Dott. Zullo, quel fenomeno atmosferico in cui è possibile  imbattersi solo in quel periodo dell'anno chiamato campagna elettorale (senza paura di smentite, tra un po' si vota infatti per la  Regione Puglia), si sono tagliati la mano pensando di arrecar danno a me personalmente ma hanno fatto danni a tutta la comunità. Il consigliere Zullo ha anche fatto denuncia alla Regione Puglia, sempre a riguardo della piscina comunale di Grumo, una pura strumentalizzazione politico elettorale dimenticando i danni fatti alla sanità pugliese da Fitto suo capo politico e dimenticando i danni lasciati da egli stesso quando era direttore sanitario della asl ex Bari 3 di Altamura, fu infatti in quel periodo sotto la sua gestione sanitaria che si affossava l’ospedale di Grumo Appula e si spendevano svariati miliardi per una piscina riabilitativa nell’ex ospedale di Toritto  ormai distrutta e vandalizzata e mai utilzzata, altro che interesse per gli ammalati... in realtà da confidenze fatte dall’Antonelli a qualcuno circa il  timore della realizzazione della piscina, l’unica sua preoccupazione era che la realizzazione della stessa sarebbe stata la “consacrazione” della capacità della amministrazione d’Atri di aver lasciato un opera tangibile e perenne a servizio della comunità. Ecco è questo il modo di far politica di questa gente!"


"L’articolo apparso su un giornale online di Cassano recita: “falso il si della Sindaca...” risulterebbe già una sentenza...secondo l’articolista! A qualcuno conviene intraprendere la strada della gogna mediatica tentando la strumentalizzazione politica ai soli fini elettorali. Per quanto mi riguarda questo articolo e questa denuncia restano solo chiacchiere da campagna elettorale e come al solito con le carte sbugiarderemo questa gente .. - conclude il Sindaco uscente, Michele d'Atri - A tal proposito allego un messaggio privato scrittomi su WhatsApp e recapitatomi dall'attuale sindaco di Cassano delle Murge, risalente a Novembre 2018 DAL QUALE SI EVINCE COME IL SINDACO DI CASSANO ABBIA RISPOSTO IN CONSIGLIO COMUNALE CIRCA L’UTILITA’ DELLA PISCINA COMUNALE DANDO  IL SUO ASSENSO. Il resto, come sempre  verra’ dimostrato dai miei legali ai quali ovviamente ho dato mandato per tutelare la mia persona e soprattutto fare in modo che si possa dar seguito alla realizzazione di un opera che interessa alla comunità e non a Michele d’Atri (...)".

Questi gli allegati al Comunicato di Michele d'Atri, già pubblicati anche sui vari Social Network:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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