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Home Notizie Sentenza TAR Puglia: non accolto il ricorso "Prometeo2000" contro il Comune di Grumo Appula e la Regione Puglia

Sentenza TAR Puglia: non accolto il ricorso "Prometeo2000" contro il Comune di Grumo Appula e la Regione Puglia

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Scritto da Redazione Online Network    Martedì 05 Maggio 2020 17:31

Il TAR Puglia ha pronunciato in data 4 maggio 2020 la sentenza sul ricorso "Prometeo2000" nei confronti del Comune di Grumo Appula e della Regione Puglia: il TAR non ha accolto il ricorso, ecco le motivazioni scritte nella sentenza.

 

 

Pubblicato il 04/05/2020

N. 00605/2020 REG.PROV.COLL.

N. 00691/2017 REG.RIC.

N. 00555/2018 REG.RIC.

 

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia

(Sezione Terza)

ha pronunciato la presente

SENTENZA

 

sui seguenti riuniti ricorsi:
1) ricorso numero di registro generale 691 del 2017, integrato da motivi aggiunti, proposto da Prometeo 2000 S.r.l., in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa dall'avvocato Luigi Paccione, con domicilio eletto presso il suo studio in Bari, via Quintino Sella, n. 120;

contro

Comune di Grumo Appula, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentato e difeso dall'avvocato Luigi Volpe, con domicilio eletto presso il suo studio in Bari, corso Vittorio Emanuele II n. 52;
Regione Puglia, in persona del legale rappresentante p. t., e Città Metropolitana di Bari, in persona del legale rappresentante p. t., non costituitesi in giudizio;

e con l'intervento di

ad opponendum, -OMISSIS- e -OMISSIS-, nonché Azienda Agricola S.a.s. e -OMISSIS- S.r.l., in persona dei rispettivi legali rappresentanti p. t., rappresentati e difesi dagli avvocati Nicola Di Modugno e Rossella Lozito, con domicilio digitale come da p.e.c. da Registri di Giustizia;

 

2) ricorso numero di registro generale 555 del 2018, proposto da Prometeo 2000 S.r.l., in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa dall'avvocato Luigi Paccione, con domicilio digitale come da p.e.c. e domicilio eletto presso lo studio Luigi Paccione in Bari, via Quintino Sella n. 120;

contro

Regione Puglia, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa dall'avvocato Anna Bucci, con domicilio digitale come da p.e.c. e domicilio eletto in Bari, lungomare Nazario Sauro, n. 33;
Comune di Grumo Appula, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentato e difeso dall'avvocato Luigi Volpe, con domicilio digitale come da p.e.c. da Registri di Giustizia;

 

e con l'intervento di

ad opponendum, -OMISSIS- e -OMISSIS- Giovanni, nonché Azienda Agricola S.a.s. e -OMISSIS- S.r.l., in persona dei rispettivi legali rappresentanti p. t., rappresentati e difesi dagli avvocati Nicola Di Modugno e Rossella Lozito, con domicilio digitale come da p.e.c. da Registri di Giustizia;

per l'accertamento

e la declaratoria di nullità, quanto al ricorso introduttivo n.r.g. 691/2017, dei seguenti atti: 1) la deliberazione del Consiglio comunale di Grumo Appula -OMISSIS-del 18.12.2015, limitatamente alla parte che sarà meglio descritta in prosieguo, recante violazione del giudicato formatosi sulla sentenza del T.a.r. Bari n. -OMISSIS-; 2) la nota prot. -OMISSIS-del 11.05.2017 a firma del Sindaco del Comune di Grumo Appula; 3) ogni atto comunale connesso che, in violazione della sentenza del T.a.r. Bari n. -OMISSIS-, escluda la compatibilità urbanistica dell'opificio industriale in ditta Prometeo 2000 s.r.l. insistente in Grumo Appula alla Contrada -OMISSIS-, in catasto al Foglio di mappa -OMISSIS-, particelle -OMISSIS-;

quanto ai motivi aggiunti al ricorso n.r.g. 691/2017, presentati da Prometeo 2000 S.r.l. il 2.5.2018, per l’accertamento e la declaratoria di nullità, in uno agli atti impugnati con ricorso introduttivo, dei seguenti atti: 1) la delibera del Consiglio comunale -OMISSIS-del 6.10.2017, recante esame osservazioni al PUG adottato con la deliberazione consiliare -OMISSIS-del 18.12.2015 (impugnata col ricorso introduttivo), limitatamente alla parte di tale atto afferente alla disciplina urbanistica del sito in Contrada “-OMISSIS-” (in catasto al Foglio di mappa -OMISSIS-, particelle -OMISSIS-) ove insiste lo stabilimento industriale della ricorrente approvato e autorizzato all'esercizio con delibera della Giunta provinciale di Bari n. -OMISSIS-e con la determina della Regione Puglia – Sezione Autorizzazioni Ambientali - -OMISSIS- del 17.01.2018; 2) il silente provvedimento della Regione Puglia ex art. 11, comma 8, L.R. n. 20/2001, nei limiti dell'interesse della ricorrente, recante controllo positivo del PUG di Grumo Appula adottato con la deliberazione del Consiglio comunale di Grumo Appula -OMISSIS-del 18.12.2015 e -OMISSIS-del 6.10.2017; 3) ogni ulteriore atto connesso, benché ignoto, in quanto lesivo;

per quanto riguarda il ricorso incidentale presentato dal Comune di Grumo Appula il 1°.6.2018, per la corretta ottemperanza al giudicato formatosi sulla sentenza del T.a.r. Puglia Bari n. -OMISSIS-, impugnandosi la determina dirigenziale della Provincia di Bari -OMISSIS-del 27.04.2001 recante voltura in favore di Prometeo 2000 s.r.l. della titolarità dell’autorizzazione di G.P. -OMISSIS-del 4. 9.2000;

quanto al ricorso n. 555 del 2018, per l’annullamento, previa sospensiva, dei seguenti atti: a) la delibera del Consiglio comunale di Grumo Appula -OMISSIS-del 18.12.2015, recante adozione del Piano Urbanistico Generale, limitatamente alle previsioni afferenti al sito ove insiste l'opificio della ricorrente, in catasto al Foglio di mappa -OMISSIS-, particelle -OMISSIS-; b) la delibera del Consiglio comunale di Grumo Appula -OMISSIS-del 6.10.2017, recante esame osservazioni al PUG adottato; c) il silente provvedimento della Regione Puglia ex art. 11, comma 8, L.R. n. 20/2001; d) ogni ulteriore atto connesso, in quanto lesivo;

 

Visti i riuniti ricorsi, i motivi aggiunti, le memorie della ricorrente e i relativi allegati;

Visti gli atti di costituzione in giudizio e le memorie difensive di Comune di Grumo Appula, Regione Puglia, nonché gli atti di intervento ad opponendum;

Visti tutti gli atti della causa;

Relatore il dott. Orazio Ciliberti nell'udienza del giorno 29 aprile 2020, tenutasi mediante collegamento da remoto in videoconferenza, secondo quanto disposto dall’art. 84 del D.L. 17 marzo 2020, n. 18;

Ritenuto e considerato, in fatto e diritto, quanto segue.

 

FATTO e DIRITTO

I - Con istanza del 22.9.1997, Tersan Puglia & Sud Italia S.p.A., dante causa della ricorrente società Prometeo 2000 S.r.l., chiedeva alla Provincia di Bari il rilascio di autorizzazione per la costruzione e l’esercizio - nella zona rurale di Grumo Appula, contrada -OMISSIS- - di un impianto di produzione di fertilizzanti biologici, trasformazione di prodotti agricoli in compost e attività florovivaistica in serra. Con deliberazione della Giunta provinciale -OMISSIS-del 4.9.2000, integrata dalla determina dirigenziale -OMISSIS-, la Provincia di Bari approvava il progetto e autorizzava l’esercizio dell’impianto. Con ricorso proposto innanzi a questo T.a.r. (n.r.g. 670/2001), il Comune di Grumo Appula, assumendo l’incompatibilità urbanistica dell’intervento, impugnava la delibera di Giunta provinciale, chiedendone l’annullamento. Questo T.a.r., con sentenza -OMISSIS-del 10.6.2004, rigettava il ricorso. La sentenza passava in giudicato, dopo che l’appello del Comune di Grumo Appula era dichiarato irricevibile per tardività dal Consiglio di Stato, con decisione -OMISSIS-del 2014. Sennonché, il G.I.P. del Tribunale di Bari, con decreto del -OMISSIS-, disponeva il sequestro preventivo dell’intera area e dell’impianto in costruzione contestando all’amministratore unico e ai soci di Prometeo 2000 S.r.l. l’illecita trasformazione urbanistica, con modificazione dell’assetto del territorio rispetto alla destinazione agricola. All’esito del processo penale, gli imputati erano assolti con la formula “perché il fatto non sussiste” dalla Corte d’appello di Bari - I Sezione penale, con dispositivo di sentenza del -OMISSIS-. A seguito del dissequestro dei suoli e delle costruzioni con restituzione delle cose sequestrate, l’amministratore unico di Prometeo 2000 S.r.l. chiedeva alla Regione Puglia, in data 18.2.2016, l’avvio della procedura coordinata di V.i.a.–A.i.a. per completare, in conformità con la sopravvenuta normativa, l’opera edilizia interrotta dal sequestro penale.

II - Stante l’inerzia della Regione, la ricorrente insorge, con il ricorso n.r.g. 691/2017, notificato il 15.6.2017 e depositato il 21.6.2017, per chiedere la declaratoria di nullità dei seguenti atti: 1) la deliberazione del Consiglio comunale di Grumo Appula -OMISSIS-del 18.12.2015, limitatamente alla parte recante un’asserita violazione del giudicato formatosi sulla sentenza del T.a.r. Bari n. -OMISSIS-; 2) la nota prot. -OMISSIS-del 11.5.2017, a firma del Sindaco del Comune di Grumo Appula; 3) ogni atto comunale connesso che, in asserita violazione della sentenza del T.a.r. Bari n. -OMISSIS-, escluda la compatibilità urbanistica dell’opificio industriale della ditta Prometeo 2000 S.r.l., insistente in Grumo Appula, contrada -OMISSIS-. Deduce i seguenti motivi di diritto: 1) violazione dell’art. 2909 cod. civile, sabotaggio amministrativo del Comune di Grumo Appula, mediante violazione del giudicato; 2) violazione dell’art. 2909 cod. civ., violazione del giudicato; 3) istanza ex art. 114, c. 4, lett. e), c.p.a.

III - Con i motivi aggiunti al ricorso n.r.g. 691/2017, datati 2.5.2018, Prometeo 2000 S.r.l. chiede, altresì, l’accertamento e la declaratoria di nullità, in uno agli atti impugnati con ricorso introduttivo, dei seguenti atti: 1) la delibera del Consiglio comunale -OMISSIS-del 06.10.2017, recante esame osservazioni al P.U.G. adottato con la deliberazione consiliare -OMISSIS-del 18.12.2015 (impugnata col ricorso introduttivo), limitatamente alla parte di tale atto afferente alla disciplina urbanistica del sito in contrada -OMISSIS- (in catasto al Foglio di mappa -OMISSIS-, particelle -OMISSIS-), ove insiste lo stabilimento industriale della ricorrente, autorizzato all'esercizio con delibera di Giunta provinciale di Bari n. -OMISSIS-e con determina della Regione Puglia – Sezione Autorizzazioni ambientali -OMISSIS- del 17.01.2018; 2) il silente provvedimento della Regione Puglia, ex art. 11, comma 8, L.R. n. 20/2001, nei limiti dell'interesse della ricorrente, recante controllo positivo del P.U.G. di Grumo Appula, adottato con la deliberazione del Consiglio comunale di Grumo Appula -OMISSIS-del 18.12.2015 e -OMISSIS-del 6.10.2017; 3) ogni ulteriore atto connesso, benché ignoto, in quanto lesivo. Deduce le seguenti censure: 1) violazione dell’art. 2909 cod. civile; 2) violazione dell’art. 2909 cod. civile; 3) istanza ex art. 114, c. 4, lett. e), c.p.a.

Con due successive memorie, la ricorrente ribadisce e precisa le proprie deduzioni.

La Regione Puglia non si costituisce.

Il Comune di Grumo si costituisce, deduce inammissibilità e infondatezza del ricorso e dei motivi aggiunti. Propone, altresì, ricorso incidentale in data 1.6.2018, per chiedere la corretta ottemperanza al giudicato formatosi sulla sentenza del T.a.r. Puglia Bari n. -OMISSIS-, nonché per impugnare la determina dirigenziale della Provincia di Bari -OMISSIS-del 27.04.2001 recante voltura in favore di Prometeo 2000 S.r.l. della titolarità dell’autorizzazione di G.P. -OMISSIS-del 4. 9.2000. Deduce i seguenti motivi: 1) carenza di legittimazione e carenza di interesse della società ricorrente, inosservanza del dovere di lealtà processuale ex art. 88 c.p.c.; 2) ulteriore inammissibilità dell’avverso ricorso per motivi aggiunti; 3) ulteriori ragioni di inammissibilità dell’avverso ricorso per motivi aggiunti.

Intervengono ad opponendum, con atto del 20.7.2018, alcuni titolari di imprese agricole e di commercializzazione di prodotti agricoli della zona. Chiedono la reiezione del ricorso e dei motivi aggiunti, perché inammissibili e infondati.

IV – Con il ricorso n.r.g. 555/2018, notificato il 24.4.2018 e depositato il 7.5.2018, Prometeo 2000 S.r.l. insorge nuovamente, questa volta per chiedere l’annullamento, previa sospensiva, dei seguenti atti: 1) la delibera del Consiglio comunale di Grumo Appula -OMISSIS-del 18.12.2015, recante adozione del Piano Urbanistico Generale, limitatamente alle previsioni afferenti al sito ove insiste l'opificio della ricorrente, in catasto al Foglio di mappa -OMISSIS-, particelle -OMISSIS-; 2) la delibera del Consiglio comunale di Grumo Appula -OMISSIS-del 6.10.2017, recante esame osservazioni al P.U.G. adottato; 3) il silente provvedimento della Regione Puglia ex art. 11, comma 8, L.R. n. 20/2001; 4) ogni ulteriore atto connesso, in quanto lesivo. Deduce i seguenti motivi di diritto: 1) violazione dell’art. 2909 cod. civ., violazione ed omessa applicazione degli artt. 5 i-quinquies, 5 i-sexies, D.Lgs 3.4.2006, n. 152, violazione dei criteri generali di localizzazione di impianti di gestione rifiuti solidi urbani (P.r.g.r.u.), approvati con delibera di Giunta regionale -OMISSIS-del 13.5.2013, con precipuo riferimento alla parte II, par. O.2, art. 1.2, abuso di potere per dolosa volontà nociva del Comune di Grumo Appula ai danni dell’azienda ricorrente, eccesso di potere per ingiustizia manifesta, illogicità, contraddittorietà, sviamento di potere e di procedura; 2) violazione dell’art. 2909 cod. civ., violazione e omessa applicazione degli artt. 5 i-quinquies, 5 i-sexies, D.Lgs 3.4.2006, n. 152, violazione dei criteri generali di localizzazione di impianti di gestione rifiuti solidi urbani (P.r.g.r.u.), approvati con delibera di Giunta regionale -OMISSIS-del 13.5.2013, con precipuo riferimento alla parte II, par. O.2, art. 1.2, abuso di potere per dolosa volontà nociva del Comune di Grumo Appula ai danni dell’azienda ricorrente, eccesso di potere per difetto assoluto di istruttoria, erronea presupposizione, ingiustizia manifesta, illogicità, contraddittorietà, sviamento di potere e di procedura; 3) violazione dell’art. 2909 cod. civ., violazione e omessa applicazione degli artt. 5 i-quinquies, 5 i-sexies, D.Lgs. 3.4.2006, n. 152, violazione dei criteri generali di localizzazione di impianti di gestione rifiuti solidi urbani (P.r.g.r.u.) approvati con delibera di Giunta regionale -OMISSIS-del 13.5.2013, con precipuo riferimento alla parte II, par. O.2, art. 1.2, abuso di potere per dolosa volontà nociva del Comune di Grumo Appula ai danni dell’azienda ricorrente, eccesso di potere per ingiustizia manifesta, illogicità, contraddittorietà, sviamento di potere e di procedura.

Con successiva memoria, la ricorrente ribadisce e precisa le proprie deduzioni e conclusioni.

Si costituisce la Regione Puglia per resistere nel giudizio.

Si costituisce il Comune di Grumo Appula per chiedere la reiezione del ricorso.

Intervengono ad opponendum, con atto del 20.7.2018, alcuni titolari di imprese agricole e di commercializzazione di prodotti agricoli della zona. Chiedono la reiezione del ricorso e dei motivi aggiunti, perché inammissibili e infondati.

Con ordinanza interlocutoria -OMISSIS-del 2019, questa Sezione, riuniti i due ricorsi per connessione, dispone incombenti istruttori.

All’udienza del 16 aprile 2020, tenutasi con le modalità previste dall’art. 84 del D.L. n. 18/2020, il ricorso è introitato per la decisione.

V – I ricorsi sono riuniti, per connessione soggettiva e oggettiva.

VI – I riuniti ricorsi e i motivi aggiunti sono inammissibili. Il ricorso incidentale proposto dal Comune resistente è improcedibile.

VII - Il ricorso n.r.g. 691/2017, proposto in ottemperanza al giudicato formatosi sulla sentenza di questo T.a.r. -OMISSIS-del 10.6.2004, confermata dal Consiglio di Stato con decisione -OMISSIS-del 2014, non è, invero, tardivo, come eccepiscono le parti resistenti. Il giudicato, in effetti, si è formalmente definito nel 2017, con la sentenza di appello del Consiglio di Stato, sicché il ricorso non è stato proposto oltre il prescritto termine decennale dell’actio judicati.

Nondimeno, trattandosi del rigetto giurisdizionale del ricorso proposto dal Comune di Grumo Appula avverso gli atti provinciali di approvazione e autorizzazione del progetto proposto dalla ricorrente società per realizzare un impianto di produzione di fertilizzanti biologici e trasformazione di prodotti agricoli in compost e attività florovivaistica in serra, il giudicato del quale la ricorrente chiede l’esecuzione oggettivamente non è in sé ottemperabile. La pronuncia di rigetto non può essere portata a esecuzione in sede di ottemperanza poiché essa lascia invariato l'assetto giuridico dei rapporti precedente alla proposizione del giudizio, mantenendo fermi gli effetti del provvedimento impugnato con il ricorso non accolto; pertanto, rispetto a questo tipo di pronunce non si pone alcun obbligo di ottemperanza della P.A., dato che esse nulla aggiungono e nulla tolgono rispetto all'assetto precedente dei rapporti (cfr.: Cons. Stato VI, 11.6.2018 n, 3552; T.a.r. Lazio Roma III ter, 11.2.2020 n. 1864).

VIII - Il ricorso n.r.g. 691/2017 è inammissibile anche sotto il profilo del difetto di interesse, atteso che l’autorizzazione provinciale al progetto della ricorrente risale all’anno 2001 ed è decaduta per la mancata realizzazione dell’opera. Il progetto era stato approvato e autorizzato a tenore della normativa di cui all’art. 27 del D.Lgs. 5.2.1997 n. 22, recante la disciplina dell’approvazione e dell’autorizzazione alla realizzazione di impianti di smaltimento e recupero di rifiuti (normativa poi rifluita nell’art. 208 del D.Lgs. 3.4.2006 n. 152). Ai sensi dell’art. 27, comma 5, del citato D.Lgs. n. 22/1997, il provvedimento autorizzativo dell’impianto “sostituisce ad ogni effetto visti, pareri, autorizzazioni e concessioni di organi regionali, provinciali e comunali”. Inoltre, l’approvazione provinciale “comporta la dichiarazione di pubblica utilità, urgenza e indifferibilità dei lavori”; sennonché, tali effetti giuridici che non si producono per un tempo indeterminato. La dichiarazione di pubblica utilità ha durata quinquennale (regime giuridico descritto dall’art. 13 della legge n. 2359 del 1865, norma sostanzialmente riprodotta nell’omologo art. 13 del D. P. R. -OMISSIS-27/2001). Invece, l’autorizzazione, a mente del citato art. 208, comma 12, ha durata decennale.

La delibera della Giunta provinciale -OMISSIS-del 4.9.2000, integrata dalla determina dirigenziale -OMISSIS-, è quella con cui la Provincia di Bari ebbe ad approvare il progetto e autorizzare l’esercizio dell’impianto. Pertanto, la ricorrente società, oltre sedici anni dopo, al momento della proposizione del ricorso (nel 2017), non aveva più un progetto approvato e autorizzato dalla Provincia, la qual cosa l’ha privata, sin dal momento genetico del gravame, dell’interesse concreto, attuale e diretto a ottenere dal Comune l’assenso alla compatibilità urbanistica del progettato opificio industriale.

Vero è che, nelle more del giudizio di ottemperanza, la Regione Puglia, con il provvedimento dirigenziale -OMISSIS- del 17.1.2018, ha rilasciato a Prometeo 2000 S.r.l., l’A.i.a. (Autorizzazione integrata ambientale), coordinata con la V.i.a. (Valutazione d’impatto ambientale), per il completamento tecnologico dell’impianto, ma questa sopravvenienza non vale a reintegrare ex post la posizione d’interesse ad agire che, com’è noto, deve sussistere sin dal momento della proposizione del ricorso (cfr.: Cons. Stato IV, 9.2.2020 n. 762).

IX – Anche i motivi aggiunti sul ricorso n.r.g. 691/2017 sono inammissibili.

Con essi, la ricorrente società ha impugnato la delibera del Consiglio comunale -OMISSIS-del 06.10.2017, recante esame osservazioni al P.U.G., adottato con la deliberazione consiliare -OMISSIS-del 18.12.2015], limitatamente alla parte afferente alla disciplina urbanistica del sito in contrada -OMISSIS-.

L’art. 31, comma 5, delle N.T.A. del P.U.G. prevede che, nella zona interessata dall’intervento proposto, “è vietata la costruzione di attrezzature che, per ingombro e dimensioni, modifichino sostanzialmente le caratteristiche naturali dell’area”. Inoltre, al punto 11) dell’art. 31 delle N.T.A. si indicano in maniera tassativa gli interventi edilizi ammessi; il documento di “Valutazione Ambientale Strategica” annesso al nuovo P.U.G. definisce espressamente le zone E come “parti del territorio destinate in prevalenza alla agricoltura, alla caccia, alle foreste: in esse sono ammesse attività connesse con l’agricoltura e con l’allevamento del bestiame, così ulteriormente classificate E1, E2, E3”. Il medesimo documento di “Valutazione Ambientale Strategica” individua le zone D come “parti del territorio destinate a nuovi insediamenti per impianti industriali o ad essi assimilati” e precisa (a pag. 24) che “nelle zone E2, aree sottoposte a vincoli naturali, oltre alla attività agricola preminente AG, sono previste le destinazioni di VIA a verde agricolo compreso negli ambiti territoriali, regolamentate nel dettaglio all’art.31 delle NTA che illustra anche la possibilità di formazione di parti connettive del verde comprensoriale”.

Le censure proposte avverso tale provvedimento pianificatorio del Comune sono generiche, tutte riferibili a una presunta violazione del giudicato che, per le ragioni già esposte, non può ritenersi sussistente né ammissibile.

Ad ogni buon conto, si tratta di censure infondate nel merito, poiché il fatto che l’impianto sia già esistente non comporta, ex se, la compatibilità urbanistica dell’intervento di ampliamento proposto.

Il P.U.G., a dire della ricorrente, risulterebbe ormai approvato per effetto del silente decorso del termine di centocinquanta giorni dall’invio alla Regione delle osservazioni comunali, come previsto dall’art. 11, comma 8, L.R. n. 20/2011. Ma, per quel che si dirà, la situazione non è propriamente quella così descritta e in ciò vi è un’ulteriore ragione per dichiarare l’inammissibilità, per difetto di interesse, dei motivi aggiunti.

Allo stato, non risulta che il Comune abbia negato alla ricorrente il permesso di costruire, sicché l’interesse a ricorrere avverso lo strumento urbanistico potrà sussistere, allorché la ricorrente avrà chiesto un assenso edilizio e il Comune lo avrà negato.

X – Per le medesime ragioni per le quali si valutano come inammissibili i detti motivi aggiunti sarebbe da ritenersi inammissibile, per difetto d’interesse, anche il ricorso n. 555 del 2018, con cui la ricorrente ha impugnato la delibera del Consiglio comunale -OMISSIS-del 18.12.2015, recante adozione del P.U.G., nonché la delibera del Consiglio comunale di Grumo Appula -OMISSIS-del 6.10.2017, recante l’esame delle osservazioni al P.U.G. adottato. Ma le ragioni di inammissibilità di tali gravami sono ben altre.

Il P.U.G., quale strumento di pianificazione del territorio comunale, a rigore non può “affermare l’illegittimità urbanistica ed edilizia” di un impianto già esistente. Ad ogni buon conto, sta di fatto che, a tutt’oggi, il P.U.G. del Comune di Grumo Appula non è ancora definitivamente approvato, né tanto meno vigente ed efficace.

Invero, risulta per tabulas che non si è mai formato il provvedimento tacito di attestazione di compatibilità, ex art. 11 L.R. n. 20/2001da parte dell’organo giuntale della Regione Puglia. Al contrario, con delibera di G.R. -OMISSIS-, l’Ente regionale ha espressamente statuito la non compatibilità, ai sensi dell’art. 11, commi 7 e 8, della L.R. n, 20/2001, del P.U.G. del Comune di Grumo Appula alla L.R. 20/2001 e al D.R.A.G., per le motivazioni e nei limiti e termini richiamati in delibera.

Peraltro, ove si consideri che il P.U.G. adottato è pervenuto presso gli Uffici regionali il 27.4.2018, non può considerarsi decorso, alla data della proposizione del ricorso n.r.g. 555/2018, il termine di 150 giorni previsto dall’art. 11, comma 8, L.R. n. 20/2001, ai fini della formazione del provvedimento per silentium di attestazione positiva di compatibilità. Depone in tal senso anche il tenore letterale delle disposizioni regionali. Il comma 8 dell’art. 11 L.R. n. 20/2001recita: “La Giunta regionale e la Giunta provinciale si pronunciano entro il termine perentorio di centocinquanta giorni dalla ricezione del PUG, decorso inutilmente il quale il PUG si intende controllato con esito positivo”; il successivo comma 13 del citato art. 11 prevede che “Il PUG, formato ai sensi dei comma precedenti, acquista efficacia dal giorno successivo a quello di pubblicazione sul Bollettino ufficiale della Regione Puglia della deliberazione del Consiglio comunale di cui al comma 12”. Ne consegue che, entro 150 giorni dalla ricezione del P.U.G. adottato, la Giunta Regionale deve deliberare sul controllo di compatibilità mediante atto espresso, che non è all’evidenza ricettizio, talché la successiva comunicazione e la pubblicazione sul B.U.R.P. non incidono sul perfezionamento e sulla validità della delibera giuntale.

Stando a quanto precisato, in sede istruttoria, dalla nota datata 17.1.2020 prot. -OMISSIS-, a firma del Segretario generale del Comune, l’Ente locale sta al momento provvedendo ad adeguare gli elaborati del P.U.G. comunale ai rilievi della Regione.

Per tale motivo, allo stato, non sussiste l’interesse della ricorrente a veder accolto il gravame avverso il P.U.G. comunale in itinere.

XI – Dalla declaratoria di inammissibilità dei riuniti gravami consegue che il ricorso incidentale proposto dal Comune è da ritenersi improcedibile, per il sopravvenuto difetto di interesse.

XII – In conclusione, i riuniti ricorsi e i motivi aggiunti sono inammissibili, mentre il ricorso incidentale proposto dal Comune resistente è improcedibile. Sussistono le ragioni per compensare tra le parti le spese del giudizio.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia (Sezione Terza), definitivamente pronunciando sui ricorsi, come in epigrafe proposti, li riunisce per connessione, li dichiara inammissibili e, comunque, li respinge unitamente ai motivi aggiunti, dichiarando altresì improcedibile il ricorso incidentale.

Compensa tra le parti le spese del giudizio.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'Autorità amministrativa.

Così deciso nella camera di consiglio del giorno 29 aprile 2020, tenutasi mediante collegamento da remoto, secondo quanto disposto dall’art. 84 del D.L. 17 marzo 2020, n. 18 con l'intervento dei magistrati:

 

Orazio Ciliberti, Presidente, Estensore

Carlo Dibello, Consigliere

Giacinta Serlenga, Consigliere

     
     
IL PRESIDENTE, ESTENSORE    
Orazio Ciliberti    
     
     
     
     
     

IL SEGRETARIO

Fonte: Carabinieri Bari, Sala Stampa

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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