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Home I detti di Grumo

Grumonline.it - I detti di Grumo

Detti di Grumo Appula

Indice
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GRUMONLINE: vediamo Grumo sotto un'altra luce.

Dall'insieme di proverbi e detti grumesi emerge un patrimonio universale di saggezza, che affonda le radici in una antica cultura contadina. Riferimenti ad animali, ai fenomeni metereologici, ai ritmi stagionali dell'anno sono ricorrenti. In più, fra le massime riportate qui sotto, c'è un sottile modo di scherzare sui vizi e sulle virtù degli uomini che denota lo spirito libero e intelligente del popolo dal quale questi proverbi sono nati.

A ' ma perte u ' uànde tutte 'nnanze,
Traduzione: Bisogna portare il lavoro tutto avanti. È un invito a non lasciare le cose a metà.
Acque de die na uàste mire.
Traduzione: L'acqua che sta in cielo non guasta il vino.

Acque e mòrte stònne réte a la pórte.
Traduzione: Acqua e morte stanno dietro la porta. Cioè, arrivano improvvisamente.

ddòsté u' féume sté u' cali.
Traduzione: Dove c'è fumo c'è anche il calduccio.

Alla Epéfanéje tutte i fiste ònne pegghjéte véje. Respònne la Gannelòre: stògh jèje angòre.
Traduzione: con l'Epifania tutte le feste sono andate via. Risponde la Candelora: ci sono io ancora. Filastrocca per ricordare ai bambini le feste.

Alla pacherà mazze ce polène i zecch.
Traduzione: Alla pecora magra si attaccano le zecche.
Si dice dei poveracci ai quali vanno tutti i guai.

All'Annunziète tutte scalzate.
Traduzione: All'Annunziata tutti scalzi. Alla festa del-
PAnnunziata, 25 marzo, la primavera è già cominciata.

Allégre de chiazze, trèvùgghie de chése.
Traduzione: Allegrone in piazza, tormentoso in casa.

All'ùleme àrue ha ma fé i jauèìe capete.
Traduzione: All'ultimo albero decidiamo le olive da
scegliere. Significa: va a finire che litighiamo.

Alzete sùbbete e chéchè addò jàcchìe.
Traduzione: Svegliati presto e caca dove vuoi. È un invi­ to alla sveglia di buon mattino, il resto viene di conseguenza.

Ammìnéme 'mòch e spìzzme de gamme.
Traduzione: Riempimi la bocca e spezzami le gambe.
Cioè: dammi prima da mangiare e poi discutiamo il da farsi, anche se di cose sgradevoli.

Angòre facèime 'na bona aratéure e 'nu brutte capétéisce.
Traduzione: Non capiti che facciamo una buona ara­ tura e un cattivo raccolto. Vuoi dire: spesso a un buon inizio corrisponde una cattiva conclusione.

A 'nu male àrue ha fatte 'u nèite.
Traduzione: Hai fatto il nido su un cattivo albero. Si dice per chi ha sbagliato nella scelta della compagnia, oppu­re insiste su un'idea non condivisa.

Aria nétte non avénne paghéure di trònere.
Traduzione: Cielo terso, non aver paura dei tuoni.

A san Francìsch la fève indo canìstre,
Traduzione: A san Francesco la fava nel canestro. Si riferisce al periodo di semina delle fave, all'inizio di ottobre.


A san Gìuànne ogne chélomme pass da 'ngànne.
Traduzione: A san Giovanni ogni fico finisce in gola. La festa di san Giovanni è il 24 giugno, a quell'epoca finisce la stagione dei fichi.

A san Martèine ogne muste addevènde vèine.
Traduzione: A san Martino ogni mosto diventa vino.

A sanda Lécèje crésce n 'ùcchje de gaddèine la dèje.
Traduzione: A santa Lucia la giornata cresce quanto un occhio di gallina.

A sonde Catarèìne la nàive alla spèine.
Traduzione: A santa Caterina neve sullo spino. Ultime sorprese della neve a fine aprile, quando capita la festa di Santa Caterina (30 aprile).

A sande Pite pòvere càmpe ce sté 'mbìte.
Traduzione: A San Pietro povero campo se sta in pie­di. Vuoi dire: se è arrivato fine giugno (il 29 è festa di san Pietro) e il raccolto di grano non è stato già fatto è brutto se­gno per il contadino.

A sande Véite, o vérde o secchete, metéite.
Traduzione: A san Vito, o verde o secco, mietete. Alla festa di san Vito, 15 giugno, è tempo di mietitura per il gra­no, maturo o no che sia.

Attàch u' ciucce addò vole u'patréune.
Traduzione: Attacca l'asino dove vuole il padrone.
Vuoi dire che bisogna assecondare la volontà di chi co­manda.

A Tutti i Sande ogne zìppe chiànde.
Traduzione: A Ognissanti puoi piantare ogni virgulto.

Calle de panne non fesce danne.
Traduzione: II calore dei panni (vestiti) non fa danno.

Ce azzètte è 'mbéise.
Traduzione: Chi confessa viene appeso. Cioè: chi con­fessa è condannato.

Ce bèlle vu paraj ogne e ùsse ta va duàj.
Traduzione: Se vuoi apprire bello unghie e ossa devono farti male. Vale a dire: bisogna sacrificarsi e spendere per apparire belli.

Ce a Gannelòre chjòve u' vìerne è fore; ce la Gannelòre rèite u' vìerne ava venéje.
Traduzione: Se a Candelora piove l'inverno è fuori (fi­nito); se a Candelora sorride (il tempo) l'inverno deve anco­ra venire. È una filastrocca che si riferisce alla festa di Can­delora, il 2 febbraio, e all'inverno che sta per finire.

Ce 'na fàbbreche e 'na mareit de cùsse munne 'non sèpe méich.
Traduzione: Chi non costruisce e non si sposa non sa nulla di questo mondo. Si riferisce alle due esperienze più importanti della vita: il lavoro e la famiglia.

Ce' péchere se fìsce, u' lèupe se la mange.
Traduzione: Chi pecora si fa, il lupo se la mangia.

Ce té oda fé accèite fati'accètte da nu vicclre bùne.
Traduzione: Se devi farti uccidere scegli il macellaio buono. Vuoi dire che se ti trovi nei guai scegli il male mino­re, oppure un buon difensore.

Ce tene sech, 'a va córre alla péile.
Traduzione: Chi ha sete per forza corre al pozzo.
Traduzione: Quando la donna non sente la prima chiamata, è segno che la chiamata non le conviene.

Quanne la vénde stè vacànde nànze réìte e nànze cànde, quànne a vénde stè chjèine bòne iànne se réite e tànne se cànde.
Traduzione: Quando la pancia è vuota non si ride né si canta, quando la pancia è ben piena allora si ride allora si canta.


Quànne marz la vàie fé, i jògne di pile fésce zembè.
Traduzione: Quando marzo è rigido ti fa saltare le un­ghie dei piedi.

Quànne u' vòsch devénne giardéine de cus mùnne è venéute la féine.
Traduzione: Quando il bosco diventerà giardino è ar­rivata ta fine di questo mondo. È un vecchio detto, quasi apocalittico, che sta ad indicare che il vero cambiamento della natura delle cose avverrà alla fine del mondo.

Quànne véite fràsch a'cchìese, Pàsque è véceine.
Traduzione: Quando vedi frasche nella chiesa, Pasqua è vicina. Si riferisce soprattutto all'ulivo (domenica delle Palme).

Ròbba màje, aìùteme téue.
Traduzione: Ricchezza mia, aiutami tu.

So mègghje cìnde améisce ca cìnde dequéte.
Traduzione: Sono meglio cento amici che cento ducati.

Sparàgne u' teine quànn stè chiéine
Traduzione: Risparmia il tino quando è pieno. Signifi­ ca: fai economia quando sei nell'abbondanza.

Stéjìnde a la vàrch de l'abbènnànze.
Traduzione: Si trova nella barca dell'abbondanza. Si dice di chi gode il momento del successo, ma chissà domani.

Stéìpe. ca trùve.
Traduzione: Conserva (metti da parte), e troverai.

Tutte i pète sérvene o ' paratie.
Traduzione: Tutti i sassi servono al muletto. Si dice per indicare l'utilità anche delle piccole cose.

U' lamb sènde e u' trune nàun.
Traduzione: Sente il lampo e il tuono no. Si riferisce all'attegiamento contradditorio di molte persone.

U' par alte non tene i rècchie e sénde.
Traduzione: II muretto non ha orecchie eppure sente.

U'pie avànze, u' asséj mànghe.
Traduzione: Dal poco ne avanza, dal molto ne manca.

/' predétte ce nàti tu grotte chi méne tàué nàn te passe.
Traduzione: II prurito se non lo gratti con le tue mani non ti passa. Vuoi dire che bisogna confidare nelle proprie forze.

U suzz ve acchiànne u ' stuzz.
Traduzione: L'uguale cerca il (suo) pezzo. La traduzione non ha molto senso se non si tiene conto della sua as­sonanza dei termini "suzz" (uguale) e "stuzz" (pezzo, avanzo). In italiano vuoi dire: ognuno cerca il proprio simile.

U' uàrue a do ' pènne, tènde
Traduzione: L'albero dove pende, cade. È evidente che nella vita certe abitudini portano ad agire di conseguenza.

U' vòve a do jère a va pàsce.
Traduzione: II bue dove ara deve pascere.

(tratto da "Storia e Tradizioni di Grumo Appula" di don Gaetano Tomanelli)

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